63 20 maggio 2015 sfoglia numero

Governo del territorio

Gli effetti ambientali delle trasformazioni del territorio

Michele Munafò
La perdita di funzioni ecosistemiche è spesso trascurata all’interno della pianificazione territoriale.

Nei processi decisionali che conducono alla definizione degli strumenti di pianificazione del territorio, gli effetti degli interventi di trasformazione del paesaggio sulle risorse ambientali non sono tenuti in considerazione con la necessaria importanza. Anche quando queste analisi sono effettuate, gli studi non sembrano in grado di condurre a scenari alternativi e ad altre strade in grado di valorizzare il contributo dei servizi ecosistemici e di assicurare una migliore gestione del territorio.
Il suolo è ancora troppo spesso percepito solo come supporto alla produzione e come base fisica sulla quale sviluppare le attività umane, senza tenere in debita considerazione la complessità delle sue funzioni, sempre più spesso limitate da un consumo eccessivo del territorio, dalla perdita di superficie agricola o naturale e dall’incremento della copertura artificiale del suolo.
Appare invece cruciale, nell’ambito delle politiche di gestione e di pianificazione del territorio, valutare le ricadute delle diverse scelte di pianificazione territoriale e urbanistica, attraverso la stima dei costi e dei benefici associabili a diversi scenari di uso del suolo e alle politiche di tutela, sulla base degli indirizzi propri degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, se non altro, anche perché la maggior parte dei servizi resi dal suolo hanno un’utilità diretta e indiretta per l’uomo.
Grazie al progetto Soil administration models 4 community profit (SAM4CP, http://www.sam4cp.eu), finanziato dal programma europeo Life+, nei prossimi quattro anni di attività saranno sviluppati e resi disponibili ad amministratori e cittadini le simulazioni di scenari attesi e di scenari alternativi per quanto concerne il consumo di suolo. Grazie a un software, la Provincia di Torino (capofila del progetto), l’Ispra, l’Inea e il Politecnico di Torino, saranno in grado di valutare le conseguenze, in termini ambientali ed economici, delle trasformazioni previste dai piani regolatori.
L’azione si concentra sull’analisi dell’influenza delle trasformazioni del territorio sulle risorse ambientali, al fine di migliorare la capacità delle amministrazioni locali di tenere conto degli effetti delle scelte di pianificazione, di avere un quadro degli effetti ambientali del consumo di suolo (http://www.isprambiente.gov.it/it/-temi/suolo-e-territorio/il-consumo-di-suolo) e di aumentare la consapevolezza dei vantaggi associati alla tutela del suolo e delle sue funzioni fra amministratori pubblici, professionisti e cittadini.
Questo innovativo approccio alla pianificazione urbana rappresenta una valida risposta alla sempre più vasta e diffusa impermeabilizzazione del suolo, causa principale della perdita di biodiversità e della distruzione dei paesaggi rurali e naturali. L’impermeabilizzazione deve essere intesa come un costo ambientale, risultato di una diffusione indiscriminata delle tipologie artificiali di uso del suolo che porta al degrado delle funzioni ecosistemiche e all’alterazione dell’equilibrio ecologico. Un suolo compromesso dall’espansione delle superfici artificiali e impermeabilizzato, con una ridotta vegetazione e con presenza di superfici compattate non è più in grado di trattenere buona parte delle acque di precipitazione atmosferica e di contribuire, pertanto, a regolare il deflusso superficiale. Nelle aree urbane, inoltre, il clima diventa più caldo e secco a causa della minore traspirazione vegetale ed evaporazione e delle ampie superfici con un alto coefficiente di rifrazione del calore. Soprattutto in climi aridi come quello mediterraneo, la perdita di copertura vegetale e la diminuzione dell’evapo-traspirazione, in sinergia con il calore prodotto dal condizionamento dell’aria e dal traffico e con l’assorbi-mento di energia solare da parte di superfici scure in asfalto o calcestruzzo, contribuiscono ai cambiamenti climatici locali, causando l’effetto “isola di calore”.
Il progetto SAM4CP consentirà di:
- dimostrare come una pianificazione del territorio che integra nei propri processi di decisione una valutazione dei benefici ambientali assicurati dal suolo libero garantisce alla collettività una riduzione consistente del consumo di suolo e un risparmio complessivo grazie alla tutela delle risorse naturali e delle finanze pubbliche;
- valorizzare e integrare i principali servizi ecosistemici legati al suolo e/o alla sue variazioni d’uso negli strumenti di governo del territorio, al fine di ridurre il consumo di suolo (sequestro di carbonio, biodiversità, depurazione acqua, protezione dall’erosione dei suoli, produzione legname, impollinazione, produzione agricola);
- proteggere e assicurare un uso sostenibile della risorsa suolo, evidenziando gli effetti negativi del consumo di suolo per il bilancio ambientale di un territorio;
- mantenere e valorizzare le funzioni ecosistemiche complessive del suolo rese alla collettività in maniera gratuita;
- evitare i costi pubblici del ripristino delle funzioni ecosistemiche rese dal suolo e della manutenzione del territorio;
- tutelare le funzioni agricole del suolo mantenendo inalterate le altre funzioni.
In particolare, Ispra curerà la valutazione e la quantificazione dei benefici ecosistemici resi dal suolo che, partendo da un’analisi della letteratura tecnico/scientifica esistente, nonché degli strumenti (software e modelli) disponibili per quantificare i benefici biofisici resi dal suolo libero, identificherà i principali servizi ecosistemici e porrà le basi scientifiche per lo sviluppo del simulatore.
L’analisi partirà dall’esame dei servizi ecosistemici in termini di produzione agricola (alimentare e biomasse), di regime idrologico superficiale e sotterraneo, di bilancio radiativo al suolo, di immagazzinamento e assorbimento di carbonio, di habitat, materie prime, paesaggio o altri usi non previsti, e permetterà di definire uno schema di correlazione tra i servizi ecosistemici e il consumo di suolo.
Saranno quindi effettuate applicazioni simulate su diversi scenari e saranno confrontati i risultati ottenuti dai diversi modelli, identificando alcuni "casi tipo" rappresentativi di diverse tipologie sul territorio nazionale.
Le attività di analisi dei modelli di quantificazione saranno condotte a scala nazionale sulla base dei dati disponibili e saranno propedeutiche ad applicazioni dimostrative da realizzare a scala locale tramite simulatore all’interno della provincia di Torino.


  Michele Munafò
è primo tecnologo presso l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale dove è responsabile del settore Banche dati monitoraggio e fattori di pressione



Temi associati a questo articolo: Ambiente, Governo del territorio, Pianificazione


 
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